Di legno, di canna, di pelle” – Festival della Liuteria Tradizionale

Il titolo di questa manifestazione potrà stupire i più ma è proprio con queste materie, il legno, la canna, la pelle, che da migliaia di anni l’uomo costruisce i propri strumenti musicali, e se oggi molti altri materiali sono subentrati nella costruzione degli “Oggetti per fare musica”, nell’ ambito degli strumenti musicali tradizionali, poco o nulla è cambiato. Ancora oggi mani sapienti torniscono il legno, lo piegano, lo modellano in forma di chitarre, mandole, zampogne, ciaramelle. Ancora oggi si raccoglie la canna nel periodo migliore per realizzarne flauti e ance. Ancora oggi le pelli di capra vengono conciate per fare gli otri delle zampogne e tese per poter vibrare sotto le mani dei suonatori di tamburello.

Forse a molti potrà sembrare strano che nel ventunesimo secolo esistano artigiani che perpetuano questi gesti antichi, che ancora esista una florida produzione che va a soddisfare le esigenze musicali dei suonatori di tradizione, o di tanti musicisti che hanno scoperto le peculiari sonorità degli strumenti tradizionali e li utilizzano anche in altri ambiti musicali ed invece, anche se spesso ignorato dalla cultura ufficiale, questo fiume di conoscenze continua a scorrere.

Il festival “Di legno, di canna di pelle” però, non vuole essere solo una vetrina di curiosità, anzi, quello che ci proponiamo è di creare un ambiente di vivace interscambio di idee ed esperienze, dove il giovane costruttore di strumenti possa incontrare e apprendere dagli anziani maestri, dove anche il semplice visitatore possa avere l’opportunità di conoscere a fondo la bellezza degli strumenti tradizionali e della musica che con questi viene eseguita, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni. Per questo durante il festival verranno organizzati piccoli seminari-concerto e dimostrazioni dove ogni costruttore potrà far apprezzare l’opera del suo lavoro e farci conoscere la cultura musicale del suo luogo di origine. Così come nelle precedenti edizioni si prevede la partecipazione di costruttori e liutai provenienti da tutte le regioni del centro-sud d’Italia, rappresentanti della comune cultura musicale agropastorale degli Appennini.